Faq

Ai sensi della circolare 24/E del 08.08.2020 dell’Agenzia delle Entrate non è possibile accedere al superbonus per la tipologia di edificio descritta, indipendentemente da chi richiede i lavori, in quanto il riferimento del documento è all’unicità del proprietario.
Occorrerebbe meglio definire lo stato rustico. Plausibilmente le unità allo stato rustico sono prive di impianto termico e pertanto il condominio può deliberare l’esecuzione dei lavori in facciata (parti comuni) ma i condomini proprietari delle unità allo stato rustico (se quest’ultime sono prive di impianto termico) non possono beneficiare della detrazione e quindi devono sostenere le spese. Tale limitazione non si applica al bonus facciate.
Le detrazioni sono sempre cumulabili ma non sulla stessa tipologia di intervento, cioè un cappotto termico su un edificio condominiale può essere agevolato con ecobonus parti comuni o con superbonus o bonus facciate o bonus ristrutturazioni. L’iter corretto è fare una simulazione energetica dello stato di progetto per capire che lavorazioni realizzare per soddisfare i requisiti tecnici richiesti dal bonus scelto e valutare se il costo delle simulazioni è compatibile con il limite previsto dal bonus; ad esempio è plausibile che il solo cappotto termico non consenta il salto di due classi energetiche e quindi non si possa accedere al superbonus. In caso di frazionamento, l’ecobonus ai fini del calcolo del limite di spesa o di detrazione si effettua sul numero di unità esistenti prima del frazionamento. Non dovrebbero esserci problemi con l’APE. Potrebbe detrarre tutto al 50% ma plausibilmente potrebbe non farcela con 96.000euro per unità immobiliare, quale limite di spesa previsto dal bonus casa in scadenza al 31.12.2020.
Si. L’Ape convenzionale ante può essere sempre redatta con riferimento allo stato di fatto alla data di inizio lavori.
Se le due unità immobiliari non sono funzionalmente indipendenti con accesso autonomo, ma hanno dunque delle parti comuni non può accedere al superbonus ai sensi della Circolare 24/E del 08.08.2020 che fa riferimento alla proprietà delle unità, prescindendo dalla destinazione a prima o seconda casa. Se invece le due unità sono funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo potrà beneficiare del superbonus per entrambe.
Si, può farlo. Ciò che non può fare è utilizzare direttamente la detrazione in compensazione sulle sue imposte, trattandosi di imposte calcolate in modo forfettario.
La domanda andrebbe meglio contestualizzata. in ogni caso fornirò una risposta relativamente agli interventi di natura energetica ed alla documentazione minima prevista. Al Comune si presenterà il titolo abilitativo previsto dal DPR 380/01 e D.lgs. 222/2016. Al Comune si deposita Progetto e relazione sul contenimento dei consumi energetici congiuntamente alla comunicazione di inizio lavori; laddove questa ultima non sia prevista la relazione dovrà comunque essere redatta e conservata dal committente; Al Comune si presenta l’Aqe congiuntamente alla comunicazione di fine lavori; Ad Enea si trasmette l’asseverazione per s.a.l. e/o a fine lavori, con i relativi allegati. Ad Enea si trasmette anche la scheda tecnica di intervento entro 90gg dalla fine lavori. Al Catasto energetico regionali si trasmettono gli Ape delle singole u.i. post intervento alla fine dei lavori.
Secondo mia interpretazione normativa, l’intero edificio accede al superbonus mai proprietari delle u.i. classificate A1 sono esclusi dal beneficio quindi sostengono la spesa o ricorrono ad altri bonus.
Come detto la dotazione di impianto termico delle singole u.i. richiama la definizione dello stesso contenuta nel D.Lgs. 48/2020 e non entra dettagliatamente nel merito della assenza di una o più componenti dei sottosistemi dell’impianto stesso. Nelle FAQ Enea XXX si legge impianto funzionante. Laddove si potesse ritenere l‘ unità al piano P1 dotata di impianto termico il proprietario potrebbe realizzare l’isolamento termico a cappotto delle facciate ed usufruire del superbonus, fermo restando il rispetto degli ulteriori requisiti tecnici sui materiali isolanti, sulle trasmittanze termiche del componente oggetto di intervento e sul doppio salto di classe energetica.
Se l’u.i. al piano terra è priva di impianto termico non potrà quest’ultima accedere al superbonus o all’ecobonus per l’istallazione dell’impianto a pompa di calore che si confgurerebbe come nuova installazione e non sostituzione di impianto esistente. Per l’unità al piano P1 frazionata il limite di spesa del bonus si calcolerà sul numero di unità prima del frazionamento (quindi una sola unità) e l’impianto termico potrà beneficiare solo se centralizzato. Queste ultime condizioni sono state chiarite per l’Ecobonus ma non si hanno ancora riferimenti specifici sul superbonus e per questo lamia risosta si basa su un’estensione di un criterio ad oggi già applicato per altro bonus.
Personalmente non escludo problematiche di conflitto di interessi. L’Ape convenzionale ante intervento è valida solo ai fini della detrazione e nei disposti normativi relativi al superbonus non vi sono indicazioni in merito alle figura professionali. Nelle Linee guida Superbonus dell’Agenzia dell’entrate si legge Il miglioramento energetico è dimostrato dall’attestato di prestazione energetica, ante e post-intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. La definizione di tecnico abilitato è contenuta nel Decreto Requisiti (pubblicato sul sito del Mise ma non ancora in G.U.) ed anche nella guida dell’Agenzia delle Entrate ed è la seguente: tecnico abilitato: soggetto abilitato alla progettazione di edifici e impianti nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente iscritto agli specifici ordini e collegi professionali.
Un camino rientra nella definizione di impianto termico di cui al D.lgs. 48/2020 ed è plausibile assumere che l’aria riscaldata dal camino circoli non solo nel vano in cui quest’ultimo è ubicato.
L’utilizzo di un altro incentivo comporta una variazione dell’aliquota di detrazione, ad esempio da 110% a 90% e pertanto chi ha acquistato il credito potrebbe avere delle diverse condizioni di acquisto per i bonus e quindi potrebbe plausibilmente recuperare anche quanto impropriamente erogato nei sal. Ritengo tuttavia che trattasi di un quesito molto interessante ma prevalentemente fiscale e pertanto invito a sottoporlo al relatore su tema.
E’ possibile fare un’unica pratica edilizia. E’ necessario tenere separata la documentazione fiscale. Ogni bonus opererà con il suo limite di spesa relativamente all’intervento che agevola. Ciascun intervento/lavorazione potrà beneficiare di un unico bonus.
Ai fini dell’accesso ai bonus rileva la data di sostenimento della spesa, oltre ai requisiti tecnici previsti per ciascun bonus. Occorrerebbe pertanto specificare cosa si intende per ristrutturazione di edificio.
Si. Inoltre ai sensi del D.Lgs. 102/14 per interventi di isolamento termico su edifici esistenti si applicano le deroghe per le distanze dai confini e dai fabbricati limitrofi.
Il Decreto Requisiti pubblicato sul sito del Mise ma non ancora in G.u. individua come riferimento per le spese professionali il D.M. 17.06.2016
L’art.119 della Legge 77/2020 per gli edifici vincolati ai sensi del D.Lgs.42/04 prevede che laddove non sia possibile eseguire uno degli interventi trainanti ( art. 119 comma 1a) anche realizzando solo gli interventi trainati si possa accedere al superbonus, fermo restando il requisito del doppio salto di classe energetica.
a.Nel Decreto Requisiti pubblicato sulla pagina web del Mise ma non ancora in G.U. sono forniti alcuni elementi su tale attestato ma plausibilmente saranno pubblicate ulteriori info. A mio parere la parte più interessante del decreto è “ciascun indice di prestazione energetica dell'intero edificio è determinato calcolando la somma dei prodotti dei corrispondenti indici delle singole unità immobiliari per la loro superficie utile e dividendo il risultato per la superficie utile complessiva dell'intero edificio”. Quindi per ciascuna unità si calcolano gli indici di prestazione dei servizi esistenti allo stato attuale e si calcola una media ponderata sulla superficie. b.Occorrerà per ogni unità inserire il suo impianto termico che sia esso elettrico o a gas. I dati di ciascuna caldaia sprovvista di libretto potranno essere desunti in fase di sopralluogo ma sarà necessario comunque far dotare la caldaia di libretto impianto e relativo controllo di efficienza periodica. c.Sicuramente se le u.i. hanno Ape già depositati al catasto regionale occorre verificare se sono ancora validi e se i dati in esso riportati corrispondono allo stato dei luoghi. Il tecnico non è obbligato a redigere una nuova ape della u.i. che ne è già dotata. d.In mancanza di certificazione del produttore dei serramenti, la trasmittanza di questi ultimi può essere ricavata dai prospetti contenuti nelle norme tecniche o anche sul sito Enea. Il grado di precisione è una scelta dal tecnico. e.si
a.Non solo riduce la possibilità di trainante al solo cappotto termico ma impedisce completamente l’accesso al superbonus; le unità prive di impianto termico non possono accedere all’ecobonus o al superbonus per gli interventi energetici per nessun intervento energetico trainante. b.Purtroppo non si rinvengono linee guida o chiarimenti istituzionali nel merito. L’unico riferimento è la definizione di impianto termico del D.Lgs. 48/2020, le faq di Enea relative agli impianti termici e le circolari Agenzia Delle Entrate, tra cui la 19/E del 2019 e 24/E del 2020. c.Se il catasto energetico regionale esiste e la tipologia di impianto rientra tra quelli per i quali è prevista la registrazione, la risposta è si. d. Ribadisco purtroppo quanto detto al punto b. Nel merito ho personalmente posto un quesito ad Enea e mi riservo pertanto di aggiornare tale risposta. e. Per quanto la questione di dotazione di impianto termico sia fondamentale pregiudicando l’accesso al bonus, i chiarimenti e le informazioni istituzionali nel merito sono davvero limitate. La circolare AdE 19/E del 2019, con riferimento ad una vecchia risoluzione (Risoluzione 12.08.2009 n. 215), parla di impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica. f. Ciò è plausibile anche se non saprei individuare con precisione il motivo del contenzioso e sarebbe utile approfondire il tema con un avvocato.
Personalmente in primis risolverei questa mancanza urbanistica della SCA. I box sono parte dell’edificio, del suo involucro quindi rientrano nel modello di calcolo energetico del fabbricato e seppur non oggetto di intervento diretto non credo possano essere esclusi.
No, per come è scritto il comma 2 dell’art.119 della Legge 77/20. Personalmente però ho un dubbio che sorge dall’estensione del criterio sin ora adottato dall’Ade per l’ecobonus singole unità e cioè che serramenti e isolamento termico delle parti opache avevano un unico limite di detrazione di 60.000 euro. Ho pertanto posto personalmente un quesito ad Enea in attesa di riscontro e mi riservo di aggiornarla nel merito.
Si se, fatti salvi gli altri requisiti previsti da tale bonus, l’intervento previsto è compatibile con il piano paesaggistico e strumenti urbanistici vigenti ed acquisendone le relative autorizzazioni previste.
L’intervento deve configurarsi ai sensi del D.P.R. 380/01 come ristrutturazione edilizia, come specificato anche nella guida superbonus dell’Agenzia dell’Entrate e deve conservare la volumetria iniziale. Il previgente sismabonus si riteneva applicabile anche in caso di riduzione della volumetria. Il previgente ecobonus si riteneva applicabile solo a parità di volume riscaldato. Per il nuovo superbonus, sia per interventi energetici che strutturali non è stato specificato solo che l’intervento deve configurarsi urbanisticamente come ristrutturazione edilizia (cfr anche D.L. Semplificazioni)
Se l’intervento previsto comporta uno spicconamento superiore al 10% della superficie lorda disperdente dell’edificio nella progettazione ed esecuzione dell’intervento occorre rispettare il decreto Requisiti minimi D.M. 26.6.15 ed adeguare la trasmittanza termica della parete oggetto di intervento. Tuttavia se è possibile dimostrare che non è possibile tecnicamente realizzare analoga finitura (mattonelle) sul sistema a cappotto, se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio, la verifica sul superamento del limite del 10% va fatta eseguendo il rapporto tra la restante superficie della facciata interessata dall’intervento e la superficie totale lorda complessiva della superficie disperdente.
Occorre specificare se le opere abusive sono sanabili (quindi sono abuso formale) oppure no e se riguardano le parti comuni o gli interni della singola u.i. Con riferimento a un recente Parere (http://www.geometrian.it/wp-content/uploads/2020/09/AGEDRMAR_18121_2020_1022.pdf) dell’Agenzia delle entrate si rileva che la presenza di una domanda di condono non assentita sull’immobile non pregiudica l’accesso all’agevolazione Tuttavia la questione della legittimità urbanistica è ancora fortemente dibattuta a livello centrale ed occorrerà attendere dei chiarimenti nel merito.
La ripartizione delle spese avviene tra tutte le u.i. secondo tabelle millesimali esistenti o secondo altra ripartizione approvata in assemblea.
Il professionista può applicare lo sconto in fattura se non aderisce a regimi di tassazione forfettaria e compensare direttamente il credito maturato con le proprie imposte o cederlo a terzi, con le difficoltà, in quest ultimo caso, che lei ha già rilevato. Soprattutto per le spese professionali relative alla progettazione c’è anche un problema di gap temporale tra il momento di sostenimento della spesa professionale e quella di realizzazione di almeno il 30% che renderebbe difficile per i professionisti operare. Personalmente ritengo che il messaggio mediatico del “tutto gratis” debba essere corretto proprio da noi professionisti e che quanto meno il committente debba direttamente impegnarsi e pagare almeno la progettazione preliminare o lo studio tecnico-economico di fattibilità, che potrà poi comunque detrarre al 110% in 5 anni se eseguirà i lavori.
Occorre intervenire su oltre il 25% della superficie lorda disperdente per l’accesso al Superbonus e riuscire a realizzare il doppio salto di classe ma non vi è un vincolo sull’intervento parziale su una o più pareti. Tuttavia tale scelta dovrebbe essere a mio parere oggetto di opportune valutazioni termotecniche.
Si, in caso di intervento non solo sullo strato impermeabilizzante di una copertura occorre rispettare il Decreto Requisiti Minimi DM 26.6.15. Dopo aver rispettato tale obbligo di legge si potrà accedere al bonus ristrutturazioni 50%. Se si osservano in aggiunta anche le trasmittanze termiche del decreto Requisiti o Ecobonus si potrà accedere all’ecobonus (singole unità 65%, parti comuni 70-75%) e al Superecobonus 110% (nel rispetto degli ulteriori requisiti previsti per quest’ultimo bonus) ed anche in funzione della percentuale di superficie disperdente oggetto di intervento. Il limite del 10% della Sld non riguarda le superficie orizzontali o inclinati ma solo lo spicconamento delle pareti verticali
Non è possibile beneficiare del Superbonus né con riferimento alle spese sostenute per il cappotto termico né con riferimento alle quelle sostenute per interventi di sostituzione degli infissi effettuati sulle singole unità immobiliari, in quanto l’edificio oggetto degli interventi non è costituito in condominio. Come chiarito dalla circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, par. 1.1, il Superbonus “non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti”.
Per quanto riguarda gli interventi di efficientamento energetico (trainanti o trainati) di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, come stabilito all’articolo 9 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020, in caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene. Analoga modalità è prevista anche con riferimento agli interventi antisismici ammessi al Superbonus ai sensi del comma 4 dell’art. 119. Tali interventi sono individuati nell’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, che richiama l’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per tali interventi, pertanto il citato articolo 16-bis del TUIR deve intendersi quale norma di riferimento generale. In particolare, ai sensi del comma 8 del citato articolo 16-bis del TUIR, in caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene (cfr. anche circolare 19/E del 2020, pag. 250 e 351).
Il pagamento deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. L'obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico non riguarda i soggetti esercenti attività d'impresa. Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane SPA nonché gli istituti di pagamento - autorizzati in base alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 11 del 2010 e al decreto legislativo n. 385 del 1993 (TUB) a prestare servizi di pagamento - applicano, all'atto dell'accredito dei relativi pagamenti, la ritenuta d’acconto (attualmente nella misura dell’8 per cento) di cui all’articolo 25 del decreto-legge n.78 del 2010. A tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (cfr. circolare 08/07/2020, 24/E, pag. 41).
Per quanto riguarda gli interventi di efficientamento energetico (trainanti o trainati) di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 del decreto Rilancio, come stabilito all’articolo 9 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020, in caso di trasferimento per atto tra vivi dell'unità immobiliare residenziale sulla quale sono stati realizzati gli interventi, le relative detrazioni non utilizzate in tutto o in parte dal cedente spettano, salvo diverso accordo tra le parti, per i rimanenti periodi d'imposta, all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare. Analoga modalità è prevista anche con riferimento agli interventi antisismici ammessi al Superbonus ai sensi del comma 4 dell’art. 119. Tali interventi sono individuati nell’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, che richiama l’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per tali interventi, pertanto il citato articolo 16-bis, del TUIR deve intendersi quale norma di riferimento generale. In particolare, ai sensi del comma 8 del citato articolo 16-bis del TUIR, in caso di vendita dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare. Benché il legislatore abbia utilizzato il termine vendita, le disposizioni sopracitate trovano applicazione in tutte le ipotesi in cui si ha una cessione dell’immobile e, quindi, anche nelle cessioni a titolo gratuito quale, ad esempio, la donazione (Circolare 08/07/2020, n. 19 /E, pag. 250 e 351).
Sì. Se si sostituisce l’impianto di climatizzazione invernale di un condominio, di un edificio unifamiliare, oppure di un’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, si ha diritto al Superbonus al 110%, trattandosi di un intervento cosiddetto “trainante”. Anche le spese per i serramenti potranno godere della detrazione al 110% (intervento cosiddetto “trainato”) se realizzato congiuntamente all’intervento trainante e sempreché gli interventi assicurino, nel loro complesso, il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Come precisato nella circolare n. 24/E del 2020, la maggiore aliquota si applica agli interventi trainati a condizione che gli interventi siano effettivamente conclusi. Gli interventi si considerano effettuati congiuntamente quando le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti ammessi al Superbonus. Il conseguimento del miglioramento di due classi energetiche deve essere asseverato mediante le attestazioni di prestazione energetica (A.P.E.), secondo le indicazioni del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020.
Il Superbonus spetta solo se l’intervento di isolamento termico coinvolge il 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio medesimo e comporti il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio. Quindi, la singola unità (prescindendo da eventuali approvazioni assembleari necessarie) dovrebbe effettuare un intervento che soddisfi entrambi i predetti requisiti. Diversamente in presenza di unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi (come nel caso dei cosiddetti condomini orizzontali), il Superbonus spetta anche se l’intervento di isolamento termico è realizzato sulla singola unità abitativa. Resta fermo che l’intervento deve incidere su più del 25% della superficie lorda complessiva disperdente dell’unità immobiliare oggetto di intervento e deve conseguire il miglioramento di due classi energetiche da dimostrare mediante apposite attestazioni di prestazione energetica (A.P.E.).
Sì. Il Superbonus, ai sensi del comma 10 dell’articolo 119, spetta ai contribuenti persone fisiche relativamente alle spese sostenute per interventi realizzati su massimo due unità immobiliari. Tale limitazione non si applica, invece, alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio. In altri termini, la norma esclude la possibilità che una persona fisica possa beneficiare del Superbonus per più di due immobili, prescindendo dal titolo di possesso degli stessi. Nell’ipotesi prospettata, pertanto, una persona fisica che detiene l’unità immobiliare in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, può fruire del Superbonus, nel rispetto di ogni altro requisito richiesto dalle norme agevolative, a prescindere dal fatto che il proprietario dell’immobile abbia o meno fruito del Superbonus per interventi effettuate su altre due unità immobiliari.
Sì, a patto che vengano rispettate tutte le altre condizioni e gli adempimenti richiesti dalla normativa per l’accesso al beneficio. Per quanto riguarda la detrazione, il contribuente può scegliere se optare per il cosiddetto “sconto in fattura”, cioè un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi, oppure per la cessione di un credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Il contributo sotto forma di sconto è pari alla detrazione spettante, determinata tenendo conto delle spese complessivamente sostenute nel periodo d'imposta, comprensive dell'importo non corrisposto al fornitore per effetto dello sconto praticato, e non può in ogni caso essere superiore al corrispettivo dovuto. Il fornitore può anche applicare uno sconto “parziale”. In questo caso, il contribuente potrà far valere in dichiarazione una detrazione pari al 110% della spesa rimasta a suo carico o, in alternativa, potrà optare per la cessione del credito rimanente ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Sì, se l'assemblea condominiale ha autorizzato i condòmini a realizzare l'intervento sulla parte esterna che interessa la singola unità abitativa e sempre che siano rispettati tutti i requisiti previsti per accedere al Superbonus. Quindi occorre che l’intervento riguardi una parte superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'intero edificio e assicuri il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'intero edificio oppure, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l'attestato di prestazione energetica rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.
L’intervento fa parte della tipologia dei lavori cosiddetti “trainati”, quindi può rientrare nel Superbonus solo se viene effettuato contestualmente ad almeno un intervento "trainante" sulle parti comuni dell'edificio in condominio. Questa tipologia di intervento potrebbe, tuttavia rientrare nella detrazione spettante per interventi di riqualificazione energetica degli edifici (articolo 14 del Dl n. 63/2013), cd. ecobonus, se ricorrono gli specifici presupposti e requisiti indicati nella normativa e se si effettuano tutti gli adempimenti previsti ai fini di tale agevolazione.